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LA FORTEZZA
Nel Trattato di Parigi stipulato
dopo la caduta di Napoleone, l'Austria impose che una cospicua
parte dell'indennità imposta alla Francia venisse assegnata
al Piemonte per fortificare il proprio confine occidentale.
Sarà il giovane Carlo Alberto a farsi esecutore del grande
programma di fortificazioni sul confine con la Francia, arrivando
a far raddoppiare le fortificazioni che chiudevano i passi delle
Alpi.
Con il ripristino della strada di collegamento con la Francia
lungo la costa vi furono delle lagnanze da parte austriaca e
in seguito fu deciso di costruire in Ventimiglia, vista la sua
posizione strategica, una cittadella destinata a chiudere ai
francesi quella troppo agibile via di penetrazione verso la
pianura padana.
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Furono incaricati degli studi
il colonnello Malaussena e il tenente-colonnello Podestà
inviati a Ventimiglia con il diciottenne luogotenente Camillo
Benso di Cavour.
La progettazione segue i criteri del campo trincerato, visto
anche la limitata portata delle artiglierie dell'epoca, aggiungendo
le innovazioni introdotte dai generali napoleonici.
L'esistente Forte San Paolo, risalente alla metà del
1200, venne modificato e ampliato collegandolo alle mura della
città con una cortina muraria e alla Ridotta o Fortezza
dell'Annunziata con dei bastioni articolati e con un passaggio
coperto. Si presenta alla fine dei lavori come un sistema fortificato
tendente al triplice scopo di battere i vicini paraggi, di chiudere
la via della riviera e di servire di punto estremo di sinistra
della linea militare della valle del Roja.
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Dopo la cessione di Nizza e dei territori affini, con regio
decreto del luglio 1883 si ordinò la cessazione di
ruolo di piazzaforte per Ventimiglia, Forte San Paolo venne
demolito e la Ridotta dell'Annunziata declassata a Caserma
con successivi lavori di modifica.
Dopo la guerra vi è l'abbandono fino alla cessione
dal demanio militare al Comune di Ventimiglia che la cede
alla nascente Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo che
la utilizza come deposito e officina e, restaurati alcuni
locali, come sede direttiva.
Nel 1984 viene deciso di destinare il piano rialzato in epoca
fascista come sede definitiva del Civico Museo Archeologico
"Girolamo Rossi", aperto al pubblico nel 1990. All'inizio
degli anni novanta, liquidate le Aziende di Soggiorno e Turismo,
la proprietà passa alle APT di competenza regionale.
Oggi vuole rinascere come grande centro culturale.
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Contenuti a cura di Fabio
Piuma - Civico Museo Archeologico "Girolamo Rossi"
Via Verdi, 41 - 18039 Ventimiglia - IM - Italia -tel. +39 0184 35.11.81
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